Progetto Alisea: intervista all’Arch. Daniele Volante

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Oggi, attraverso le parole dell’Arch. Daniele Volante, scopriamo il concetto di architettura del paesaggio e di come questa sia stata un punto centrale nell’ideazione  del giardino sensoriale Alisea

 

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·    Architettura del paesaggio: può sintetizzarci i concetti che sono alla base di questa disciplina?

Il paesaggio, per me, è un viaggio di ritorno.

L’architettura del paesaggio è la progettazione di spazi di qualsiasi tipo, scala o caratteristiche, attraverso elementi che parlano all’uomo. Dai giardini, ai parchi, alle piazze, ai lungomari, ai quartieri, alle periferie, l’architettura del paesaggio immagina, riprogetta, inventa e crea un’alternativa possibile di vita, socialità e scambio, usando piante, materiali e molteplici elementi.

·   In ambito terapeutico, in che modo questa disciplina di cui lei è esperto può incidere positivamente?

 

Paesaggio e ambito terapeutico sono fortemente connessi.

Gli antichi greci prescrivevano come terapie un contatto intenso con la natura, spesso consigliando ai loro pazienti di lasciare le “polis” per rifugiarsi nelle campagne circostanti, nei boschi e sui monti per riacquistare la serenità perduta. Non è un caso che le strutture sanitarie degli inizi del ‘900 furono sempre realizzate in luoghi con una forte presenza della natura. Da sempre la natura è associata al benessere e ai suoi benefici terapeutici: i parchi urbani nacquero proprio per questo.

·   Cos’è un giardino sensoriale?

Uno spazio in cui i cinque sensi vengono riattivati.

Si può dire che, in una società concentrata prevalentemente sul senso della vista, gli altri sensi sono “dormienti”. Il giardino sensoriale li riaccende tutti, dando modo ai suoi fruitori di ricongiungersi con suggestioni e stimoli dimenticati o rimossi. Un giardino sensoriale può riattivare delle vere e proprie connessioni interrotte tra le persone e la parte più intima e profonda che le caratterizzano. È una porta verso elementi già presenti in noi stessi, quindi ognuno può attraversarla per vivere il passaggio in modo unico e personale.

·   Alisea: è soddisfatto del lavoro di progettazione svolto?

Assolutamente si.

Il lavoro svolto è stato attento e profondo. Attraverso le diverse competenze ed esperienze del team, siamo riusciti a valorizzare molti punti dello spazio disponibile. Alisea comprende infinite sfumature: l ‘approfondimento di ognuna di essa attraverso approcci e strategie sempre diverse e mai banali, determina l’efficacia del risultato finale. Sono molto soddisfatto e sono sicuro che, con il tempo, raggiungeremo risultati importanti.

·   In questo percorso, quanto è stato importante il sostegno di un partner autorevole come Fondazione Alberto Sordi

Davvero molto.

 

La Fondazione Alberto Sordi ha sostenuto e valorizzato il progetto perché ne ha percepito l’importanza. La sensibilità di una Fondazione con una lunga esperienza sul campo si è rivelata decisiva, insostituibile e preziosa. Come parte del team dei progettisti non posso che essere grato per la fiducia che ci è stata accordata.

·   È attiva una campagna di crowfunding per la realizzazione di Alisea: che messaggio sente di mandare ai potenziali sostenitori?

Spesso nella comunicazione della nostra campagna ricorre la frase di Patch Adams: «quando curi una malattia puoi vincere o puoi perdere, quando ti prendi cura di una persona vinci sempre». Credo sia questo l’essenza di Alisea.

Lo spazio che abbiamo progettato è ideato e costruito per il benessere delle persone. L’impatto reale del progetto si potrà misurare soltanto valutando l’efficacia del giardino stesso sulle persone. Sostenendo Alisea si supporta scura, l’impatto e gli effetti positivi sulle persone che questo spazio porterà e tutte le persone fragili che ne beneficeranno in futuro.

·   Cosa, a suo avviso, rende unica l’esperienza della frequentazione di un giardino sensoriale?

Un giardino sensoriale parla a tutti.

Essendo uno spazio con molteplici livelli di stimolazione, può davvero toccare persone di ogni età e provenienza. Credo che la sua unicità stia proprio nel farci riscoprire delle sensazioni e delle emozioni che credevamo dimenticate o sepolte ma che, puntualmente, attraverso il tatto, l’olfatto, il gusto, l’udito e la vista, riemergono in maniera intensa e precisa. La nostra mente non cancella nulla. Il giardino sensoriale è un ponte perfetto tra sensazioni passate e nuovi stimoli mai percepiti. Ho avuto modo di lavorare a molti progetti basati sulla sensorialità; da elementi di arredo, design di riabilitazione e spazi interni e posso garantire che l’approccio della stimolazione dei cinque sensi è quell’elemento che rende unico l’impatto sulla persona. Un approccio “su misura”: è questa la vera particolarità.

·   E quanto può essere importante, questa esperienza, se vissuta da utenti in terza età?

Alisea può riaprire vere e proprie stanze della memoria a lungo tenute socchiuse e, nello stesso tempo, incrementare il benessere psicofisico della persona.

 

Attraverso la potenza di ricordi e suggestioni queste stanze possono essere terapia. Ogni senso e input dato dal giardino può aiutare la persona da un punto di vista psicologico, emotivo e fisico. Questo concetto non è solo affascinante; è scientificamente testato nella sua profonda efficacia attraverso molteplici protocolli ospedalieri e ricerche.

·   Un po’ di colore: sappiamo che lei non è soltanto un affermato architetto ma anche un appassionato scrittore e che, da poco, è andato alle stampe il suo ultimo libro. Cosa le trasmette l’esperienza della scrittura? Può parlarci del suo ultimo libro?

Per me scrittura e architettura sono due pagine di un libro comune.

 

Solo apparentemente potrebbero sembrare distanti e diverse, eppure il design come la scrittura, nel mio caso la poesia, sono entrambi racconti. Entrambe sono figlie della voglia di creare del “bello utile” e quindi un manifesto di immaginazione ma anche di comunicazione. “Cartacarne” è una raccolta di poesie che esplora, anch’essa, la sensorialità, i ricordi e le geografie emozionali attraverso i versi.

Le poesie sono degli spazi in cui si entra e attraverso le quali si percepisce il mondo.

I miei scritti, così come i miei progetti, si caratterizzano per un particolare modo di percepire, sentire e immaginare gli spazi, i momenti e le persone.

Parola, disegno, pianta o materiale; il linguaggio dei cinque sensi arriva dove nemmeno la vecchiaia, la malattia e la fragilità possono entrare e credo che le parole faccia lo stesso.

È questa la forza straordinaria che spinge a inventare, immaginare e creare soluzioni sempre nuove. 


Qui il link diretto per sostenere questo progetto:  paypal.me/pools/c/8uvQlpb34d .


Oppure tramite bonifico sul conto corrente dedicato alle seguenti coordinate:

Antea Cassino Associazione onlus

IBAN: IT63 H076 0114 8000 0006 3346 464

Causale: donazione per campagna alisea 

Info sulla campagna: https://www.sociallendingitalia.net/progetti/alisea/

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Arch. Daniele Volante