Pandemia e Servizi semiresidenziali: l’esperienza dei Centri Diurni “A Casa Mia” di Trieste

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I Centri Diurni Integrati sono una tipologia di offerta socio sanitaria finalizzata alla cura degli anziani fragili ed al sostegno delle loro famiglie, fondati sul principio della domiciliarità.

Ne sono un chiaro esempio i Centri Diurni “A Casa Mia” di Trieste che, da più di 10 anni, sono gestiti da “Comunità Educante”, una cooperativa sociale ONLUS che negli ultimi anni si è trovata ad affrontare le problematiche derivanti dalla pandemia da Covid-19.

Ne hanno scritto, sulla rivista online “I Luoghi della Cura”, la Dott. Gabriella Bellini (Direttrice delle Attività Socio-Sanitarie dei Servizi Residenziali e Semiresidenziali “Casa Emmaus” di Trieste) assieme alla Dott.ssa Carolina Bologna (Dirigente medico di Medicina Interna).

La loro è una testimonianza preziosa sulla capacità di trovare soluzioni anche laddove sembrano non esserci. Queste le loro parole in merito: «La riapertura del servizio è stata accompagnata da un profondo ripensamento dell’intero sistema organizzativo dei nostri Centri Diurni. Rispetto agli spazi, allo scopo di garantire accoglienza e servizi adeguati e, al contempo, ridurre il rischio di contagio, sono stati identificati una serie di nuovi ambienti sia interni (124 mq circa), che esterni (circa 200mq), siti al piano terra, che, tradizionalmente, facevano parte della Residenza».

Le autrici sottolineano la difficoltà nel trovare soluzioni efficaci per questa tipologia di offerta socio-sanitaria con queste parole: «Tra i servizi destinati alla non autosufficienza, il Centro Diurno continua a rimanere il servizio meno sviluppato e diffuso, una sorta di “Cenerentola”, un “parente povero”, attorno al quale non circuitano investimenti né azioni di studio o ricerca. Risulta essere spesso poco integrato e scarsamente coordinato con gli altri servizi della rete per l’anziano, dialogando poco con i setting considerati “più importanti”».

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