Il Direttore avv. Ciro Intino, infatti, nella sua relazione fa riferimento al progetto e alla proposta della “Carta Alleanza per le persone anziane”. Si tratta di “creare sinergie, collaborazione, forme di partnership fra soggetti pubblici e privati del settore sociosanitario e del terzo settore, impegnati a diffondere una cultura della condizione anziana finalizzata a rispettare e valorizzare le fragilità emergenti per proporre risposte di cura orientate ad ogni singola persona e alle reti del suo mondo familiare e vicino”.
In particolare la Fondazione si propone come hub di progetti ed esperienze italiane che stanno innovando il design e l’erogazione dei servizi per anziani fragili, nei loro territori. L’obiettivo è di costruire sul territorio nazionale una rete di organizzazioni che condividano nella loro totale autonomia progettuale, una cultura personalista e personalizzante dei servizi, capace di contrastare i potenti processi di spersonalizzazione e deterritorializzazione che rischiano di caratterizzare la sanità del futuro.
La Fondazione Alberto Sordi, proseguendo l’indirizzo e la volontà, ferma e decisa, del grande attore che ha visto con lungimiranza problematiche legate all’anziano solo, fragile e depresso nella società moderna, ripone così al centro dell’attenzione i valori della territorializzazione, la personalizzazione, la coprogettazione e corresponsabilizzazione dei servizi per sostenere cure sempre più mirate, progetti di implementazione e inclusione, l’aging in place e l’invecchiamento attivo.
La “Carta Alleanza” con le sue finalità, costituisce oggi un livello di sinergia che guarda al cambiamento della società, alla sostenibilità, all’advocacy sociale e attraverso ricerca, innovazione e reticolazione propone la divulgazione di una cultura dell’inclusione che parte dalla persona ma coinvolge i suoi affetti più cari, la famiglia, la comunità.
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