Italia, gli anziani nelle RSA

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Attualmente, sul territorio nazionale, sono 7.372 le Rsa per anziani, di assistenza psichiatrica e per malati terminali. Per tutti i loro assistiti è stato ed è importantissimo che tali strutture abbiano continuato e continuino ad operare in sicurezza in questo periodo pandemico.


Per operare in sicurezza le RSA si sono impegnate moltissimo: ridefinendo procedure e protocolli, chiedendo sacrifici al proprio personale, agli assistiti e ai loro familiari. Un impegno di cui la Fondazione Alberto Sordi è venuta a conoscenza direttamente quando ha promosso la ricerca “La cura durante la pandemia e la sua riorganizzazione per il futuro” – diretta dal Prof. Riccardo Prandini, sociologo del Dipartimento di Scienze Politiche e sociali dell’Università Alma Mater di Bologna – e ha avuto modo di ascoltare la voce di molti responsabili di RSA dislocate su tutto il territorio nazionale.


Tra coloro che maggiormente hanno sofferto di questa situazione, ci sono gli anziani: la categoria più a rischio e quella che ha dovuto accettare il distanziamento sociale proprio quando era più spaventata. Per loro sono stati 15 mesi difficili.

In Italia sono 365.914 gli anziani nelle Rsa. Di seguito, il numero preciso, regione per regione, di anziani ospitati presso Rsa.

  • Valle d’Aosta: 1.035
  • Provincia Autonoma Bolzano: 4.518
  • Provincia Autonoma Trento: 4.435
  • Piemonte: 35.175
  • Friuli Venezia Giulia: 9.681
  • Lombardia: 69.996
  • Veneto: 51.549
  • Liguria: 12.500
  • Emila Romagna: 28.894
  • Toscana: 21.467
  • Marche: 8.112
  • Sardegna: 9.642
  • Abruzzo: 4.832
  • Umbria: 5.094
  • Molise: 2.483
  • Lazio: 22.337
  • Campania: 8.546
  • Puglia: 16.995
  • Basilicata: 2.600
  • Sicilia: 32.000
  • Calabria: 14.023

Per tutti questi anziani, per i loro caregiver formali ed informali si comincia a tirare un sospiro di sollievo. La speranza arriva dai vaccini. Sono dati del Governo italiano: raccontano che il 94,93% degli anziani ha assunto la prima dose di vaccino; il 78,58% la prima e la seconda, e solo il 5,07% è ancora in attesa della prima dose.


Sono dati quantitativamente importanti, la cui significatività aumenta se si sommano quelli degli operatori sanitari vaccinati, che danno speranza non solo agli anziani assistiti nelle strutture residenziali ma anche a quelli assistiti nelle strutture semiresidenziali e al domicilio.




Fonte: governo.it

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