Come essere costruttori di Pace: Anziani e Assistenti Familiari nel nome della Pace

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Nella giornata di ieri gli Anziani del Centro Diurno, i partecipanti ai corsi di formazione per Assistenti familiari e alcuni rappresentati dell’Hospice hanno condiviso un momento di riflessione su come poter essere costruttori di pace, ognuno con il suo contributo nel quotidiano: Ognuno di noi è costruttore di pace.

Gli Anziani e gli Assistenti familiari hanno letto le loro riflessioni, anche con ricordi di quanto vissuto in prima persona. Il clima di condivisione e preghiera ha aiutato ad essere vicino a chi vive questo momento di sofferenza.

È stato piantato un ulivo, simbolo di pace, rinascita e rigenerazione, al quale sono stati appesi i nomi dei presenti, che – come rami – si sono intrecciati per un messaggio di pace e speranza.

Tra i partecipanti, è intervenuta Joseline di Haiti, che ha sottolineato come«La guerra è una cosa brutta, la guerra è vecchia e obsoleta. La guerra non può risolvere nessun problema. Solo il cammino del dialogo può portare la soluzione. Il mio sogno per oggi è che la guerra si fermi. Dico sempre no alla guerra, sì alla pace».

Le riflessioni degli Anziani hanno portato il pensiero a tempi passati: «per me che l’ho vissuta in anni passati è veramente doloroso pensarla con indifferenza».

Quando suonava la sirena, tutti dovevamo scendere nei ricoveri. Mia mamma mi prendeva per mano e scendevamo di corsa, è una cosa che non dimenticherò mai. Questo periodo di guerra in Ucraina mi ricorda tanto quello che ho vissuto.

L’amicizia in tempi così difficili è stata importante: nella sofferenza l’amicizia mi ha aiutato tanto e può aiutare tutti quanti. Ho imparato ad essere meno aggressiva e nervosa, a volere più bene al prossimo e ad essere più gentile».

«Se avessi la possibilità e la forza raggiungerei quei luoghi in cui è venuta meno la pace per dare sollievo e un aiuto morale a chi ne ha bisogno».

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