Addio a Gigi Proietti

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Scrisse un sonetto per Alberto Sordi, oggi Roma piange anche lui

Con Gigi Proietti se ne va un altro grande, innamorato di Roma e della romanità.

Ci ha lasciato una persona che oltre ad essere un amatissimo attore, forse l’ultimo davvero di una generazione di fenomeni, come ha detto Alessandro Gasmann nel ricordarlo, era un uomo sensibile e forte allo stesso tempo.

Sensibile per aver ideato, sceneggiato e diretto tante sit-comedy sui malanni piccoli e grandi dell’attuale nostra società.

Forte perché ha guardato ai giovani, ha sempre cercato di formare le nuove generazioni e dare loro la passione e l’entusiasmo per il proprio lavoro.

Quando venne al funerale di Alberto Sordi, scrisse per lui un sonetto che è stato riproposto al Tg1: “Starai dicenno: ma che state a fa? Ve vedo tutti tristi nel dolore e c’hai raggione. Tutta la città sberluccica de lacrime e ricordi… ché tu non sei soltanto un grande attore. Tu sei tanto de più. Sei Alberto Sordi!”. Ecco queste parole si addicono anche a Gigi.

E’ stato un interprete fra comicità, teatro, televisione e film di uno spaccato di vita in cui tutti noi ci ritroviamo. Nascondendo con un sorriso, a volte, le situazioni tristi della vita che ci toccano.

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