Il percorso di approvazione del Piano nazionale per la non autosufficienza
Il Piano è stato illustrato martedì 29 settembre, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), presieduto dal Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.
All’incontro ha partecipato anche la Fondazione Alberto Sordi, insieme alle Parti sociali e agli Enti del Terzo Settore coinvolti nel percorso di confronto che ha accompagnato l’elaborazione del documento.
Dall’Intesa in Conferenza Unificata alla programmazione regionale
Il Piano, sul quale è stata raggiunta l’Intesa in Conferenza Unificata nella seduta del 10 settembre, dovrà ora essere adottato dal CIPA. Seguirà la fase della programmazione regionale, decisiva per tradurre gli indirizzi nazionali in interventi concretamente accessibili nei diversi territori.

Il confronto con Parti sociali e Terzo Settore sul Piano nazionale per la non autosufficienza
«Apprezziamo molto – sottolinea Grazia Dalla Torre – la scelta del CIPA e del Vice Ministro Bellucci di accompagnare la costruzione del Piano con un confronto reale con le Parti sociali e gli Enti del Terzo Settore. Le diverse osservazioni emerse durante il percorso sono state attentamente ascoltate e recepite nel documento. È un metodo partecipativo che consente di portare nella programmazione pubblica l’esperienza maturata quotidianamente accanto alle persone anziane e alle loro famiglie e che auspichiamo possa caratterizzare anche la fase di attuazione».
La valutazione multidimensionale nel Piano nazionale per la non autosufficienza
Tra gli aspetti di maggiore rilievo vi è la valutazione multidimensionale unificata, chiamata a diventare lo strumento attraverso il quale rilevare in maniera integrata i bisogni sanitari, sociali e sociosanitari della persona anziana, tenendo conto anche delle esigenze del suo nucleo familiare. Un passaggio dal quale ci si attende un concreto cambiamento metodologico nella presa in carico della fragilità e della non autosufficienza.
Cosa dovrà definire la disciplina attuativa
La disciplina attuativa dovrà definire, tra gli altri elementi, lo strumento nazionale di valutazione, i criteri di priorità per l’accesso ai Punti Unici di Accesso (PUA), la composizione e il funzionamento delle unità di valutazione e il raccordo con il sistema previsto dalla riforma della disabilità.

Le prossime tappe del Piano nazionale per la non autosufficienza
«Attendiamo ora l’adozione e la pubblicazione del Piano – conclude Grazia Dalla Torre – per poterne approfondire compiutamente i contenuti e seguirne l’attuazione nei territori. Il valore di questo percorso si misurerà nella capacità di trasformare i principi condivisi in risposte realmente accessibili, integrate e appropriate per le persone anziane e per le loro famiglie».
