Non un semplice spazio esterno, ma un luogo da vivere ogni giorno: per stare all’aria aperta, osservare il trascorrere delle stagioni, prendersi cura di una pianta, condividere un’attività e ritrovare, attraverso gesti conosciuti, una relazione concreta con la natura.
Lo spazio è stato presentato il 15 giugno, in occasione dell’anniversario della nascita di Alberto Sordi, ed è stato realizzato grazie al sostegno di UniCredit. La sua apertura rappresenta il primo passo di un progetto destinato a crescere e ad arricchirsi nel tempo, insieme alle persone che lo vivranno.

Uno spazio progettato per partecipare
L’Orto di Alberto è stato organizzato in diversi punti dedicati alle attività all’aperto. Sono stati realizzati corner per la piantumazione di fiori, erbe aromatiche e ortaggi, pensati per permettere agli ospiti di partecipare alle diverse fasi della coltivazione: dalla preparazione della terra alla semina, dall’annaffiatura alla raccolta. Una serra offre inoltre la possibilità di seguire la crescita delle piante in un ambiente protetto, osservando giorno dopo giorno i cambiamenti, i colori e le trasformazioni.
Accanto alle aree dedicate all’orto, lo spazio comprende punti destinati alla sosta, alla conversazione e alle attività di gruppo. L’obiettivo è rendere l’esterno una vera estensione del Centro, capace di accogliere laboratori, momenti di socialità, esperienze sensoriali e occasioni di rilassamento.
Ogni attività viene proposta nel rispetto delle capacità, dei tempi e degli interessi della persona, valorizzando ciò che ciascuno può ancora fare e condividere.

Coltivare significa prendersi cura
Preparare la terra, sistemare un seme, annaffiare una pianta e aspettare che cresca sono gesti semplici, ma ricchi di significato. Le attività legate all’orto possono stimolare la manualità, l’attenzione, la coordinazione e la memoria procedurale. Profumi, consistenze e colori possono inoltre evocare esperienze personali: un orto curato in passato, una ricetta di famiglia, il profumo del basilico sul balcone o le verdure raccolte durante l’estate.
Il contatto con la natura crea così occasioni spontanee di conversazione e condivisione. Non è necessario ricordare tutto: a volte basta riconoscere un odore, ripetere un gesto familiare o osservare insieme una nuova foglia per sentirsi coinvolti nel presente.
Prendersi cura di qualcosa che cresce può anche rafforzare il senso di responsabilità e di utilità. Ogni persona partecipa a un processo visibile, nel quale il proprio gesto contribuisce a un risultato comune.


Dalla terra alla tavola
Uno degli aspetti più significativi del progetto sarà la possibilità di seguire l’intero percorso dei prodotti coltivati. Vedere nascere una pianta, accompagnarne la crescita e raccoglierne i frutti restituisce concretezza all’esperienza. Gli ortaggi e le erbe aromatiche potranno essere riconosciuti, toccati, annusati e, quando possibile, utilizzati durante i laboratori di cucina del Centro.
Il passaggio dalla terra alla tavola permette di unire attività diverse: coltivazione, memoria, alimentazione, manualità e convivialità. Raccogliere un pomodoro, riconoscere la salvia o assaggiare qualcosa che si è contribuito a far crescere può trasformarsi in un momento di soddisfazione personale e collettiva. Il risultato non è soltanto il prodotto finale, ma tutto ciò che avviene durante il percorso: l’attesa, la curiosità, la collaborazione e il piacere di condividere.


Il valore della cura dell’orto nel Centro Diurno Alzheimer
Queste attività rientrano negli interventi psicosociali dedicati alle persone con Alzheimer o altre forme di demenza. L’esperienza nel verde può favorire:
- la stimolazione sensoriale attraverso colori, profumi e consistenze;
- il mantenimento delle capacità manuali e motorie;
- l’attenzione e la capacità di seguire semplici sequenze operative;
- il recupero di ricordi legati alla vita quotidiana e alle tradizioni;
- la socializzazione e la collaborazione nel gruppo;
- il rilassamento e il benessere emotivo;
- il senso di partecipazione e appartenenza.
Il giardino consente inoltre di alternare gli spazi interni con attività all’aria aperta, rendendo le giornate più varie e offrendo nuove occasioni di movimento e relazione.


Uno spazio esterno costruito insieme
La parte più importante del progetto è il coinvolgimento diretto degli ospiti. Le persone del Centro hanno partecipato ai preparativi, alla sistemazione delle piante e alle prime attività. L’Orto di Alberto non è stato realizzato soltanto per loro, ma anche con loro.
Questa partecipazione riflette il modello della Fondazione Alberto Sordi: mettere al centro la persona, riconoscerne le capacità e costruire attività che non siano semplicemente assistenziali, ma occasioni autentiche di espressione e coinvolgimento.
Il valore di uno spazio, infatti, non dipende soltanto da ciò che contiene. Nasce dalle relazioni, dai gesti e dalle esperienze che riesce ad accogliere.


Un progetto che continuerà a crescere
L’Orto di Alberto è solo all’inizio. Nel tempo, i corner dedicati alla coltivazione potranno ospitare nuove varietà di piante e ortaggi. La serra permetterà di seguire attività in stagioni diverse, mentre gli spazi esterni potranno accogliere laboratori, incontri con le famiglie e momenti di condivisione.
Come ogni giardino, anche questo avrà bisogno di tempo, attenzione e cura. Crescerà insieme alle persone che lo vivranno, modificandosi attraverso le stagioni e diventando parte stabile della quotidianità del Centro Diurno Alzheimer.
La Fondazione Alberto Sordi ringrazia UniCredit per aver sostenuto la realizzazione di questo primo importante intervento, gli operatori e i volontari che hanno contribuito alla preparazione dello spazio e, soprattutto, gli ospiti del Centro, che con il loro entusiasmo stanno già dando vita al progetto.
Perché coltivare non significa soltanto far crescere una pianta. Significa attendere, partecipare, prendersi cura e poter assaporare, insieme, il frutto del proprio impegno.
