Musica, memoria e relazione: l’esperienza della musicoterapia nei Centri Alberto Sordi

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La musica come strumento di cura, relazione e inclusione: è questo il cuore del progetto “La musica non si dimentica”, promosso dalla Fondazione Alberto Sordi grazie al contributo del Fondo Beneficenza Intesa San Paolo, per offrire un percorso di musicoterapia alle persone anziane fragili e alle persone con malattia di Alzheimer e altre forme di demenza.

Un precedente studio pilota, concluso nel 2024, aveva già evidenziato come la musicoterapia possa generare benefici concreti sul piano cognitivo, emotivo e relazionale nelle persone anziane con deficit cognitivi. Da questa esperienza è nato un nuovo progetto, con l’obiettivo di offrire questa opportunità a un numero maggiore di partecipanti e di approfondire e monitorare gli effetti terapeutici della musica.

Un approccio attivo e partecipativo

Il percorso ha previsto un approccio di musicoterapia attiva: le sedute sono state condotte da due musicoterapeute attraverso musica dal vivo eseguita con sax tenore e chitarra, favorendo il coinvolgimento diretto dei partecipanti.

La musica è diventata uno spazio condiviso di espressione, partecipazione e relazione, attraverso:

  • il canto di brani significativi legati alla storia personale dei partecipanti;
  • l’utilizzo di strumenti musicali semplici e intuitivi;
  • movimenti corporei e semplici danze;
  • improvvisazioni musicali di gruppo.

Ogni seduta seguiva una struttura riconoscibile e rassicurante, con momenti rituali di apertura e chiusura attraverso canti ripetuti nel tempo. Questo ha permesso ai partecipanti di orientarsi meglio nell’esperienza, rafforzando memoria, attenzione e senso di continuità.

Musica per stimolare memoria, movimento e relazioni

Gli incontri sono stati progettati per sostenere diverse aree fondamentali del benessere della persona anziana:

  • mantenimento e stimolazione delle funzioni cognitive, come attenzione, memoria e linguaggio;
  • supporto alle abilità motorie attraverso il movimento e l’uso coordinato degli strumenti;
  • promozione dell’interazione sociale e della partecipazione attiva;
  • contrasto all’isolamento e costruzione di un’identità di gruppo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’inclusione dei nuovi partecipanti, favorendo relazioni positive e un clima accogliente.

Il percorso nel Centro Diurno per Anziani Fragili

Nel Centro Diurno dedicato agli anziani fragili hanno partecipato 13 persone tra i 78 e i 95 anni. Il percorso, sviluppato attraverso incontri settimanali tra ottobre 2025 e marzo 2026, ha evidenziato un forte coinvolgimento del gruppo.

Molti partecipanti avevano già vissuto esperienze di musicoterapia negli anni precedenti: questo ha favorito la creazione di un clima particolarmente partecipativo e inclusivo. Nel corso degli incontri è stato possibile osservare una graduale apertura espressiva anche da parte delle persone inizialmente più riservate, insieme a una crescente capacità del gruppo di accogliere e integrare nuovi membri.

Il percorso nel Centro Diurno per persone con Alzheimer

Nel Centro Diurno dedicato alle persone con Alzheimer e altre demenze il progetto ha coinvolto un gruppo numeroso e molto eterogeneo.

La varietà delle storie personali e dei gusti musicali — dalla lirica alla canzone popolare, dal cantautorato italiano ai brani degli anni ’50 — ha rappresentato una preziosa risorsa per costruire il lavoro terapeutico. La musica ha favorito la rievocazione dei ricordi autobiografici e la condivisione emotiva, stimolando progressivamente la partecipazione e il coinvolgimento.

Nel corso del progetto si sono inoltre create occasioni di collaborazione con altri professionisti sanitari, come fisioterapisti e logopedisti, dimostrando come la musicoterapia possa integrarsi efficacemente con altri interventi riabilitativi.

Un’esperienza che guarda al futuro

Il monitoraggio delle attività, realizzato attraverso protocolli specifici di valutazione della musicoterapia nelle demenze (MiDAS), ha consentito di osservare interesse, partecipazione, iniziativa, coinvolgimento e piacere durante le sedute.

I risultati emersi confermano il valore della musicoterapia come supporto all’invecchiamento attivo e come strumento capace di migliorare la qualità della vita delle persone anziane, anche in presenza di deterioramento cognitivo.

“La musica non si dimentica” rappresenta non solo un progetto terapeutico, ma un’esperienza di relazione, ascolto e condivisione, capace di valorizzare le emozioni, stimolare le capacità residue e migliorare il benessere delle persone più fragili.

Il progetto “La musica non si dimentica” è promosso dalla Fondazione Alberto Sordi grazie al contributo del Fondo Beneficenza Intesa San Paolo.