Formare alla Cura: un cammino per assistenti familiari e caregiver

Tempo di lettura: circa 6 minuti

Condividi via

Nel settembre del 2020, nel pieno di un tempo difficile e incerto come quello della pandemia, la Fondazione Alberto Sordi ha scelto di dare vita a un percorso che unisse formazione, solidarietà e visione sociale.

In quei mesi segnati dalla distanza e dalla fragilità, è emersa con forza una consapevolezza: il supporto alle famiglie non può dirsi completo senza sostenere, in modo concreto e qualificato, coloro che ogni giorno si prendono cura degli altri – gli assistenti familiari e i caregiver.

Da questa intuizione è nata l’idea dei Corsi di Formazione per Assistenti Familiari, un progetto che negli anni si è strutturato e consolidato, diventando una parte essenziale della missione della Fondazione.Un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e con il sostegno di Assindatcolf e di numerosi enti partner, che condivide l’obiettivo di costruire una cultura della cura fondata su competenza, empatia e dignità.

Formare per prendersi cura

L’assistente familiare, secondo la definizione della Regione Lazio, è una figura chiave nel sostegno quotidiano a persone anziane o non autosufficienti. Si tratta di un ruolo che richiede non solo abilità pratiche, ma anche sensibilità, equilibrio e capacità relazionali: qualità che non si improvvisano, ma si apprendono e si coltivano.

I corsi base della Fondazione Alberto Sordi, della durata di 64 ore, uniscono lezioni teoriche e laboratori pratici, simulazioni e momenti di confronto. Alcune attività si svolgono nel Simulation Center dell’Università Campus Bio-Medico, un ambiente che riproduce in modo realistico le situazioni di assistenza domiciliare, permettendo ai partecipanti di esercitarsi in condizioni simili alla realtà.

Il programma affronta temi fondamentali come:

  • l’identità professionale e i diritti e doveri dell’assistente familiare;
  • la cura della persona e della casa;
  • la comunicazione e la gestione della relazione con l’assistito e la famiglia;
  • la gestione delle emergenze e del primo soccorso;
  • la preparazione e somministrazione dei pasti e l’igiene degli ambienti.

Un elemento distintivo dei corsi è il laboratorio teatrale, introdotto come strumento innovativo per lo sviluppo delle soft skills. Attraverso esercizi di movimento, ascolto e fiducia, il teatro si trasforma in un luogo di crescita personale e professionale, aiutando i partecipanti a rafforzare empatia, consapevolezza e capacità di relazione. È un approccio unico nel panorama formativo, che da anni si conferma tra i momenti più apprezzati e trasformativi del percorso.

Una formazione che diventa comunità

In questi anni, quasi quattrocento persone hanno partecipato ai corsi promossi dalla Fondazione: assistenti familiari già attivi, persone in cerca di occupazione, italiani e stranieri, ma anche caregiver familiari e, talvolta, volontari.

La diversità delle provenienze, delle esperienze e delle motivazioni rappresenta una ricchezza preziosa. In aula si incontrano culture, lingue e storie differenti, accomunate da un obiettivo comune: imparare a prendersi cura, in modo competente e umano.

I corsi diventano così per chi li frequenta non solo un percorso di crescita e consapevolezza del proprio ruolo sociale, ma anche un riconoscimento del proprio valore come figura professionale qualificata. Inoltre, il confronto tra i partecipanti aiuta a comprendere che le proprie difficoltà e criticità non sono solo personali, ma condivise; attraverso il dialogo con chi vive esperienze analoghe, si possono scoprire nuove e arricchenti vie per affrontarle.

Un momento particolarmente significativo è il pranzo condiviso della domenica, al termine delle lezioni: un gesto semplice, ma capace di creare legami autentici, favorire lo scambio di tradizioni e generare un senso di appartenenza che spesso continua ben oltre la fine del corso.

Nel tempo, è nata una vera e propria Comunità di pratica: uno spazio in cui gli assistenti familiari non solo si formano, ma restano in contatto, si sostengono, si aggiornano e partecipano attivamente alle iniziative della Fondazione. È un modello che trasforma la formazione in una rete di sostegno e crescita continua, in cui ciascuno può sentirsi parte di un progetto più grande.

Corsi dedicati ai caregiver e alle fragilità

Accanto ai corsi base, la Fondazione ha sviluppato percorsi mirati per rispondere ai bisogni specifici di chi assiste persone affette da malattie neurodegenerative. Ad esempio, in collaborazione con Alzheimer Uniti Roma, sono stati organizzati corsi per familiari e assistenti di persone con Alzheimer o altre forme di demenza, articolati in sette incontri pomeridiani. Le lezioni, di taglio pratico e multidisciplinare, offrono strumenti per comprendere la malattia, gestire la quotidianità e valorizzare le relazioni umane come parte integrante della cura.

Da gennaio 2026 ha preso avvio Conoscere, Comunicare, Condividere, un nuovo corso di formazione promosso, nell’ambito del progetto A Scuola di Parkinson, insieme alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e da Azione Parkinson Ciociaria APScon il patrocinio della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS. Il percorso è rivolto a persone con Parkinson, caregiver e assistenti familiari, con l’obiettivo di migliorare la comprensione della malattia e rafforzare la gestione quotidiana dell’assistenza, promuovendo un’alleanza terapeutica basata su ascolto, empatia e collaborazione per una migliore qualità della vita.

La cultura come risorsa, la rete come forza

La Fondazione Alberto Sordi è convinta che la formazione e la cultura non siano soltanto strumenti professionali, ma anche esperienze di libertà e dignità personale. Chi si forma non acquisisce solo competenze, ma anche consapevolezza del proprio valore e del proprio ruolo sociale. In un contesto, come quello della cura, spesso povero di risorse ma ricco di umanità, la collaborazione tra enti, associazioni e istituzioni diventa fondamentale.

La Fondazione ha costruito negli anni una rete solida di alleanze con realtà sociali e sanitarie del territorio, convinta che solo unendo le forze si possano ascoltare davvero le istanze dei caregiver e inserirle nell’agenda delle politiche sociali.

Perché il caregiving – che coinvolge sia professionisti sia familiari – non può essere lasciato alla buona volontà dei singoli. È una responsabilità collettiva, un tema che riguarda l’intera comunità.

Uno sguardo al futuro

Oggi la Fondazione Alberto Sordi continua a investire nella formazione come leva di cambiamento e innovazione sociale. Ogni corso, ogni incontro, ogni storia personale rappresenta un tassello di un progetto più grande: costruire una società che sappia prendersi cura di chi cura. Prendersi cura dei caregiver significa prendersi cura della nostra società. Perché chi si dedica agli altri merita, a sua volta, di essere sostenuto e valorizzato.