Fondazione Alberto Sordi

Uscite mensili:
stimolazione cognitiva, emozioni e relazioni con il quartiere

Fondazione Alberto Sordi

Vivere la città come parte del percorso di cura

Il Centro Diurno Alzheimer e il Centro per Anziani Fragili organizzano regolarmente uscite mensili in contesti culturali, urbani e sociali. Non si tratta solo di “gite” o svago: queste attività sono parte integrante dei nostri percorsi di stimolazione cognitiva, pensate per migliorare il benessere delle persone con Alzheimer o fragilità e rafforzare il legame con il territorio e la comunità locale.

Uscite mensili - fondazione alberto sordi

Una città che parla alla memoria

Musei, piazze, mercati, piccoli caffè, biblioteche o eventi culturali nel quartiere: ogni luogo è occasione per attivare i sensi, i ricordi, la curiosità. Anche in presenza di un decadimento cognitivo, molte persone conservano memorie a lungo termine vivide, legate a luoghi vissuti o esperienze personali. Offrire l’opportunità di tornare a visitarli significa riconnettersi con il proprio passato e vivere il presente con più serenità.

Fondazione alberto sordi

La relazione con il quartiere: visibili e partecipi

Le nostre uscite non sono solo terapeutiche, ma anche una scelta civica e culturale. Portare gli utenti del centro a contatto con il quartiere vuol dire rompere l’isolamento, restituire loro un ruolo nella società e rafforzare i legami tra il centro e il territorio. I passanti, i negozianti, il personale dei musei, i bambini nelle scuole vicine: ogni interazione è occasione di incontro e riconoscimento reciproco. In questo modo, i nostri utenti non restano chiusi in spazi protetti, ma continuano a vivere la propria città, a essere parte attiva del tessuto sociale.

Uscite mensili - Fondazione alberto sordi

Relazioni, emozioni e dignità

Uscire in gruppo, condividere esperienze, parlare, osservare, sorridere. Ogni uscita è anche uno spazio di relazione autentica: con gli altri utenti, con gli operatori e con il mondo esterno. In questi momenti si rafforza la coesione del gruppo, si abbassa l’ansia, emergono emozioni positive e si risveglia il desiderio di partecipare. Tutto questo contribuisce al benessere psico-emotivo e valorizza la persona, che si sente accolta, ascoltata, riconosciuta nella sua unicità.

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Un intervento terapeutico riconosciuto

Le uscite mensili si inseriscono tra gli interventi non farmacologici raccomandati nella presa in carico di persone con demenza o fragilità. La stimolazione cognitiva ecologica, svolta in contesti reali e significativi, aiuta a rallentare il declino cognitivo, riduce l’agitazione e migliora l’umore. La scienza ce lo conferma, ma a dircelo ogni volta sono soprattutto i sorrisi e gli sguardi dei nostri utenti al ritorno da ogni uscita.
Rassegna Stampa
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