Centro diurno

Un anziano che continua ad avere idee, obiettivi e progetti; che stabilisce nuove relazioni, utilizza le sue capacità, ne acquisisce delle nuove e ha una solida vita spirituale: è una persona più sicura, in grado di vivere in modo attivo, anche nelle difficoltà. centro diurno 2

Nel 2002, la Fondazione Alberto Sordi ha promosso la nascita della Associazione Alberto Sordi Onlus, affinché operasse nel campo sociale, nella valorizzazione del ruolo della famiglia, rivolgendo particolare attenzione alla situazione della “Persona anziana fragile” non più completamente autonoma. 

centro diurno 3Nello stesso anno, quando Alberto Sordi era ancora in vita, l’Associazione ha progettato e avviato il Centro diurno per Anziani Fragili con l’obiettivo di aiutare l’anziano a mantenere, recuperare e sviluppare le proprie capacità psicofisiche e continuare a vivere in modo attivo e gratificante, compatibilmente con la propria condizione.

Il Centro Diurno, con caratteristiche di semi-residenzialità, ospita circa cinquanta anziani in condizioni di bisogno, sulla base di una Convenzione con il Municipio IX del Comune di Roma, ed altri anziani su base individuale, provenienti anche da altre zone della città. 

Gli anziani che frequentano il Centro sono parzialmente autosufficienti ed affetti da patologie riguardanti apparato motorio, malattie psichiche degenerative incipienti, stati depressivi, ipertensione, diabete, etc. 

Il gruppo si presenta vario ed eterogeneo sia per estrazione sociale e culturale, sia per condizioni fisiche e psichiche. Il programma di attività è studiato in funzione del mantenimento e recupero delle facoltà psicofisiche e delle capacità ed interessi di ogni singolo anziano.

Alla realizzazione delle attività concorrono, oltre al personale stabile, anche esperti e operatori volontari.

Proprio questi ultimi garantiscono un contributo importante per lo svolgimento delle attività per il loro spirito di servizio, sostenuto da profonde motivazioni personali, improntate alla solidarietà.
Rappresentano per gli anziani un elemento di fiducia, di attenzione, oltre che un punto di riferimento affettivo. 

L’intensa collaborazione con le famiglie e il clima sereno e produttivo in cui si svolgono le attività assicurano l’efficacia del programma di recupero e di mantenimento delle facoltà e delle capacità dell’anziano, rendendolo più sicuro, e aiutandolo a mantenere una presenza attiva in famiglia e un interesse vivo per la comunità che lo circonda. 

L’attività e l’organizzazione del Centro Diurno Anziani Fragili di Trigoria sono affidate all’Associazione Alberto Sordi. 

Per esperienza umana maturata, virtù morali acquisite e potenzialità ancora inespresse, gli anziani rappresentano una ricchezza per tutti.

Sono “noi, prima di noi”.
La vita è un susseguirsi di esperienze; più sono soddisfacenti, tanto più la vita è qualitativamente buona. In particolare nella Terza e Quarta Età è importante promuovere iniziative che mirino al miglioramento qualitativo della vita dell’anziano, consentendogli di vivere con pienezza e serenità.

Per noi di Fondazione Alberto Sordi, e della collegata Associazione Alberto Sordi Onlus, vivere i problemi della Terza e Quarta Età non significa occuparci di persone ormai relegate nell’anticamera dell’ignoto.

Significa, piuttosto, promuovere nell’anziano la nascita o la realizzazione di capacità ancora inespresse o di migliorare quelle indebolite, per aiutarlo a riorganizzare la vita alla luce della nuova condizione.

Per questo, il progetto del Centro Diurno Anziani Fragili è più di un insieme di attività di assistenza e intrattenimento; è, prima di tutto, un programma educativo, un percorso formativo, che apre nuove strade e assume orientamenti inediti di taglio psicopedagogico nel quadro di un progetto di crescita permanente dell’uomo.

Siamo a fianco dell’anziano, ma anche dell’adulto che lo diventerà.

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La filosofia dell’intervento si concretizza nella “didattica del fare”, con un pieno coinvolgimento dell’anziano in ogni attività del progetto. L’anziano si libera della sua condizione di membro “di secondo piano” della società per riacquistare il ruolo più attivo che gli compete, in grado di ritemprare il suo spirito e la fiducia in sé stesso.
“Fare” significa anche collaborare con gli altri, relazionarsi con loro, generare legami affettivi, in ogni attività svolta.

Il clima che ne deriva è l’humus ideale per far sbocciare nuovamente le facoltà ancora vive nella Persona.

Il “Programma integrato di attività” personalizzato è studiato per stimolare ogni aspetto della personalità dell’anziano con una razionale articolazione in aree:

 

 

  • Area psico-fisica: Ginnastica dolce, Hata yoga, Giochi da tavolo strutturati
  • Area cognitiva: Rassegna stampa, Editoria, Informatica, Lingua inglese, Curiosità dal mondo
  • Area espressiva e operativa: Recitazione, Musica e canto, La Magia del colore, Decoupage, Ceramica, Lo spazio e il Decoro, Sartoria e maglieria, Falegnameria
  • Area affettivo/sociale: Il Vivaio, La città e i dintorni, Ricorrenze e feste

Nel tempo, il Centro ha allargato il suo raggio d’azione aggiungendo interventi di assistenza domiciliare, visite nella città e gite, vacanze estive riservate ad anziani, seminari ed incontri di formazione rivolti a volontari e persone impegnate nell’assistenza all’anziano.